Appuntamento: ore 16:00, Piazza Santa Maria sopra Minerva, davanti l’ingresso della basilica.
Prezzo auricolari: 1,50
Per informazioni o prenotazioni inviare una mail all'indirizzo: girovagando.roma@gmail.com
Il 5 agosto 1623 sale sul soglio pontificio il cardinale Maffeo Barberini che passerà alla storia come Urbano VIII. Durante il suo lunghissimo pontificato, il pontefice si prodigò nel creare per la sua famiglia uno stato privilegiato, distribuendo cariche, titoli e onorificenze, ma soprattutto realizzò un palazzo degno di una corte. Il primo progetto venne realizzato dal Maderno alla cui morte subentrò Gian Lorenzo Bernini; suo è il grande salone centrale, con la volta dipinta da Pietro da Cortona, e l’elegante sala ovale che dava accesso al giardino segreto. Acquistato dallo stato nel 1949, il palazzo venne subito destinato ad ospitare la Galleria Nazionale d’Arte Antica ricca di capolavori provenienti dalle collezioni Torlonia, Chigi e Hertz. Tra i massimi capolavori che si possono ammirare basta citare la celebre Fornarina di Raffaello ed i dipinti di Lotto, Tiziano, Bronzino e Tintoretto. Da non perdere i capolavori tardo-cinquecenteschi di Caravaggio, quali la Giuditta che taglia la testa ad Oloferne ed il Narciso, ed i grandi pittori del Seicento come Orazio Gentileschi, Poussin, il Guercino, Domenichino, Pietro da Cortona e Guido Reni con il suo celebre ritratto di Beatrice Cenci .
La basilica, completamente restaurata nel 1599 da Giacomo della Porta, ingloba nella sua struttura le rovine dell’antico Foro Olitorio. Il mercato delle verdure e dei legumi dell’antica Roma ospitava infatti tre monumentali templi dedicati a Giunone Sospita, Giano e Spes. Negli ambienti sotterranei della chiesa, destinati in epoca medioevale a sepolcreto, sono visibili proprio i podi dei tre templi e i due stretti vicoli che li separavano, nonché belle murature medioevali successive. Una leggenda racconta che uno di questi edifici fu costruito e dedicato alla Pietà in ricordo di una donna che con il suo latte nutriva il vecchio padre rinchiuso nel carcere. Forse la presenza nel podio del tempio centrale di piccole celle a volta hanno originato la leggenda del carcere che nel Medioevo fu confuso con il Tullianum, prigione di San Pietro. Vi si riconoscono oggi, invece, botteghe di cambiavalute, ipotesi verosimile tenuto conto della destinazione commerciale della zona, prossima anche al Foro Boario. All’interno della chiesa da notare la lunga iscrizione del 1088 con l’elenco dei doni che Urbano II face alla chiesa e la bella vasca in basalto sotto l’altare maggiore contenete le reliquie di santi.
Legata oggi al nome e alla memoria dei Farnese, la villa fu realizzata tra il 1506 e il 1510 per Agostino Chigi, il ricco banchiere senese che volle erigere questo edificio come segno tangibile della propria personalità e cultura. Indiscusso capolavoro del rinascimento italiano, Villa Farnesina rappresenta la sintesi perfetta tra sobria articolazione volumetrica e spaziale, opera di Baldassarre Peruzzi, e ricca decorazione pittorica realizzata ad affresco dai massimi rappresentati dell’arte cinquecentesca quali Raffaello, Sebastiano del Piombo, il Sodoma e lo stesso Peruzzi.